...prosegue la mia serie di domande verso quelli + bravi di me in sella

: uno dei mie punti "carenti" sono le "salitelle" praticamante verticali, magari brevi ma "intense"... . Vi spiego meglio in pratica: arrivate da un sentiero piuttosto stretto e curvate molto stretti a SX o DX tanto da dover essere quasi fermi dopo il tornante...appena dopo dovete risalire un "muro" quasi verticale di 3/6 metri (non lunghissimo quindi...) dove il percorso prosegue. Nel risalire il "muro" avete uno stretto passaggio quasi-obbligato per le ruote e anche alcune pietre (scivolose) affioranti dal terreno che vi obbligano a non poter mantenere una traiettoria perfettamente rettilinea nei pochi metri dello "strappo " verticale. Non sono sicuro che la descrizione sia chiara del tutto

(senno' poi ci vado e fotografo...

) .
Comunque le domande sono:
- arrivando con poco spazio a disposizione e subito dopo la ripidissima "verticale" conviene
A) prendere + velocita' possibile (si fa' per dire) e salire in 2°
B) arrivare "quasi-fermi" e salire di 1°
- in entrambe le ipotesi, mentre salite consapevoli che dovrete "anche" curvare stretto lungo la salita (pietre...)
e appena dopo la salita vi dovrete subito "stoppare" (non c'é spazio per un atterraggio propriamente detto...)
come vi comportate?

Io per inesperienza in questi frangenti mi faccio "fregare" e forse freno troppo prima dell'ostacolo, poi persa la velocita' non riesco + a salire bene e rischio delle clamorose cadute (e spesso casco proprio)!!!
